Museo di Storia Naturale

Forse non tutti sanno che a Genova il più antico museo della città è proprio quello di Storia Naturale, intitolato a Giacomo Doria, che ne fu anche il direttore per oltre quarant'anni. Naturalista, botanico e politico italiano, Giacomo Doria fu senatore del Regno d'Italia e per un breve periodo anche sindaco di Genova.
Data la passione della piccola Carolina per la natura e per tutto ciò che la riguarda da vicino, decidiamo di offrirle l'opportunità di vedere questa bella esposizione non troppo distante da casa, un'alternativa interessante all'Acquario che già abbiamo avuto modo di raccontarvi.
Nonostante qui non si abbia modo di avere a che fare con animali che nuotano per le vasche, capiamo già dal nostro ingresso al museo che abbiamo fatto centro. L'immensa varietà di specie collocate nelle sale è per noi un'occasione per far vedere a Carolina quanti tipi di animali popolano la terra, dislocati in aree ben diverse le une dalle altre. Molti pannelli presenti nelle sale danno lo spunto per intavolare con lei interessantissimi confronti anche piuttosto complicati da sostenere, a volte.
Nel complesso ci sono oltre 6000 reperti ed esemplari provenienti da ogni parte del mondo: animali, fossili, piante e minerali, distribuiti in 23 sale, su due piani. La nostra visita inizia proprio appena varcato l'ingresso dove ad attenderci ci sono un gran numero di primati.
Nella teca dove troviamo un paio di esemplari di Orango veniamo a conoscenza del fatto che una delle femmine esposte fu acquistata proprio dal Doria a Singapore su una nave proveniente da Pontianak in Indonesia, e visse addirittura a Genova per qualche tempo. Nella sala successiva troviamo numerose specie di pipistrelli di varie dimensioni che alimentano un dibattito famigliare piuttosto acceso su quale dei presenti sia l'originale Conte Dracula di Hotel Transilvania e decretando che dev'essere per certo un esemplare nero di modeste dimensioni. Carolina salta da una sala all'altra, presa da un'allegra frenesia alla ricerca del soggetto più stupefacente mentre suo fratello Leonardo se la sonnecchina in carrozzina. La sezione dei carnivori terrestri è divisa in varie sottospecie tra cui spicca il lupo provieniente da Santa Giustina di Sassello, nel bosco detto “Luvotti all’Orbexella”. In riferimento all'articolo di qualche pagina indietro, proprio dopo la repertazione di questo esemplare avvenuta nel 1871, ci ritroviamo in un vuoto temporale in cui mancano altre documentazioni certe della presenza di questa specie nella nostra Liguria. Avverrà poi nel gennaio del 1990 il ritrovamento di una coppia di lupi in Val d’Aveto (esposti qui nella sala ligure al primo piano) che riaprirá il discorso del ritorno del lupo nella nostra regione. Orsi, Volpi, un esemplare di Fossa, alcuni Licaoni, rappresentano altre specie diffuse a livello mondiale. Proseguendo in ordine numerico negli ambienti espositivi, entriamo nella sala numero 4 dove, a farne da padroni, sono i felini: dal Leopardo delle nevi ad una coppia di leoni africani, passando poi alla pantera nera e ad alcune tigri, specie a rischio di estinzione dovuta sia alla limitazione dell’habitat sia a causa del bracconaggio. In una piccola vetrina defilata in cui si annoverano degli insettivori ci incuriosisce un esemplare di Mustiolo ovvero il mammifero più piccolo almondo per peso e dimensioni: simile agli altri toporagni, se ne differenzia per le dimensioni particolarmente ridotte con una lunghezza, coda compresa, di 7 centimetri e dal peso di un paio di grammi. Passiamo poi ad una sala che a Carolina non interessa molto a dire il vero; reduci da una recente visita all'Acquario di Genova, vedere alcuni Lamantini imbalsamati non è poi così divertente per lei. Una nota positiva che si annovera tra le sale del museo è la presenza di alcuni cartelli rivolti ai più piccini, riconoscibili dalla raffigurazione di un bimbo con un binocolo, sui quali sono riportate notizie e curiosità riguardanti una determinata specie o un esemplare in particolare, spunto per poter far riflettere Carolina e darle modo di arricchire giocando il suo patrimonio culturale. La sua infinità curiosità nei confronti del regno animale è contagiosa e sua madre ed io cerchiamo di assecondarla in toto anche se ancora oggi ci chiede a gran voce di poter vedere un esemplare vivo di dinosauro.
Averla portata all'infiorata 2022 allestita nel comune di Albenga dove un esemplare di T-Rex e alcuni Velociraptors meccanizzati occupavano le aiuole a tema Jurassic Park, non ci ha di certo aiutati nell'impresa. Tra i Carnivori Pinnipedi, nella sala numero 5, l’esemplare di Foca monaca presente in teca è stato rinvenuto nel 1923 a Camogli, poco distante da qui: si tratta della testimonianza storica della presenza di questa specie nel Mar Ligure in prossimità della costa.
Attualmente in Italia è l'unico pinnipede a popolare il Mediterraneo, viene segnalata solo occasionalmente in Sardegna e non ha più popolazioni vitali. È considerata a rischio di estinzione e come cause principali della sua diminuzione troviamo la cattura accidentale nelle reti e la progressiva scomparsa di tratti di costa isolata adatti alla riproduzione.
Salutiamo alcuni esemplari di uccelli marini, tra cui i fenicotteri e ci dirigiamo nello spettacolare salone centrale, particolarmente scenografico per via della presenza di un imponente scheletro di Elefante Antico Italico, risalente a 400 mila anni fa e rinvenuto nel Lazio. Interessante anche la presenza di una roccia dal peso di 800 kg sulla quale vi è il fossile della Flabellaria Mediterranea, l'antenata della palma vissuta nel savonese 30 milioni di anni fa. Completato il giro al piano terra ci apprestiamo a raggiungere il primo piano dove, alla base del lungo scalone, incontriamo un grande squalo bianco pescato nel Golfo di Genova nei primi anni del '900. Una curiosità che ci affascina e della quale non eravamo a conoscenza, è quella relativa alla linea di marcatura netta del suo colore: bianco nella parte inferiore del corpo e scuro nella parte superiore.
Ed è proprio grazie a questa doppia colorazione che lo squalo bianco risulta praticamente invisibile sia dall'alto che dal basso.
Visto da sopra, infatti, si mimetizza con le oscure profondità marine mentre dal basso si confonde con la superficie luminosa del mare, consentendogli di adottare diverse strategie di attacco.
Al piano alto campeggiano 6 sale espositive dedicate agli altri vertebrati presenti sul nostro pianeta, ovvero uccelli, rettili, anfibi e pesci. Altre due sale sono riservate invece ad insetti e specie dalle ridotte dimensioni. La collezione degli Insetti è la più ricca tra tutte quelle conservate nel museo, vantando circa 1.700.000 esemplari, contenuti in più di 16.000 scatole. I Coleotteri rappresentano il gruppo zoologico più numeroso a livello mondiale, rendendola un'attrattiva imperdibile per gli appassionati.
Nelle teche si susseguono esposti i vari ordini in cui sono divisi gli insetti, da quelli ritenuti più primitivi, come le libellule o gli scarafaggi, sino ai più evoluti, come zanzare, mosche, coccinelle e scarabei oppure ancora vespe, api e formiche.
In un'altra sala troviamo un'area dedicata alla popolazione faunistica ligure che ripercorre nel dettaglio alcune peculiarità di esemplari presenti nelle nostre zone.
Si distingue anche una zona dove vengono conservati e catalogati moltissimi minerali, non prima di incontrare una ricostruzione tridimensionale di una cellula, ingrandita 100.000 volte.
Una zona che purtroppo non siamo riusciti a fare granché apprezzare a Carolina, io per primo non sapevo come coinvolgerla tanto è che non mi sono affatto stupito quando ha esclamato "Papà andiamo, qui ci sono solo sassi".
Il ricco percorso affrontato in quasi 2 ore di visita regala spunti di riflessione continui ed offre una eccezionale occasione per incontrare a dimensione reale molteplici specie di animali che solitamente i bimbi vedono in tv.
Un viaggio nella biodiversità del pianeta che ci spinge sempre più a porre cura nell'azione quotidiana verso il rispetto dell'ambiente.
I bambini sono spugne e apprendono anche quando sembrano distratti e poco complici, educarli al rispetto per tutti gli esseri viventi in modo che si divertano mentre osservano il mondo li renderà di certo responsabili della cura verso se stessi e verso il prossimo, qualunque forma abbia.

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