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La Farfalla Dorata e La Spiritualità

Monti San Lorenzo - Lerici

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Questa parte di percorso, la prima per lo meno, la effettueremo tutta in discesa. Usciamo dall'abitato di Trebiano per l'acciottolato che abbiamo ignorato una volta scesi dall'auto perchè Valentina, come al solito, non può rinunciare alle salite, e seguiamo le indicazioni per Romito Magra.
In prossimità di un tornante della strada comunale Romito-Trebiano, alla nostra destra, troviamo ben presto il sentiero che si inoltra nella boscaglia; molto probabilmente non è molto frequentato vista la presenza di molti roveti e cespugli incolti.
Superato un pianoro sul quale troviamo alcuni resti di una costruzione, probabilmente di stampo militare, la discesa si fa più ripida e affrontiamo un buon e impegnativo dislivello.
In breve raggiungiamo la strada provinciale sulla quale dobbiamo prestare molta attenzione per via dell'assenza di un marciapiede e dell'alta percorrenza di auto.
Il tragitto non è molto lungo ed in prossimità del piccolo emporio dell'Azienda Agricola "L'orto nel parco", che mette in vendita non solo i suoi prodotti (soprattutto ortaggi provenienti dalla zona di Battifollo), ma anche prodotti agricoli di altre aziende del territorio come Pini di S. Lazzaro, vini de La Felce di Andrea Marchesini di Casano, formaggi de Il Caprile, miele dell’apicoltura Segnani di Sarzana, svoltiamo a destra, in via Carpione.
L'asfaltata ci accompagnerà ancora per poco, lasciando il posto al fitto bosco di macchia mediterranea.
Arrivando da una nottata di pioggia battente, il terreno si presenta un po' fangoso e sdrucciolevole per via della fortissima presenza di foglie sul suolo. Si da il via così alla nostra risalita per le pendici del Monte Branzi (363 m) con un susseguirsi di piccoli e sinuosi tornanti a curva di gomito.
La latitanza del sole si fa sentire in modo persistente per tutta la durata della risalita ma a riscaldarci sono le storie che ci raccontiamo mentre camminiamo, tutte riguardanti la spiritualità del luogo che andremo a visitare poco dopo.
Sappiamo perfettamente che non siamo nè nell'orario nè nel periodo adatto per poter assistere al fenomeno cosiddetto "della farfalla dorata" ma questo è l'unico momento utile per noi per poter compiere questo piccolo viaggio, se volete, anche interiore. Negli anni Novanta il Professor Enrico Calzolari scoprì in località Monti San Lorenzo qualcosa di eccezionale.
Si tratta di un sito preistorico, un tetralithon per la precisione, collocato nel cuore del Monte Caprione, proprio alle spalle del borgo di Lerici.
Come diremo nell'approfondimento a seguire, trattasi di una delle zone che fu abitata con molta probabilità dai Liguri Apuani e da alcune tribù celtiche prima che i Romani si stanziassero in questi territori.
Un’area carica di energia che da millenni viene scelta dall’uomo per celebrare riti e sintonizzarsi con il cosmo.
Un complesso megalitico di epoca preistorica rappresenta il centro delle scoperte del Professore arricchito poi del particolare fenomeno della farfalla dorata.
Quando il solstizio d’estate si avvicina (21 giugno) i raggi del sole prossimo al tramonto passano da una roccia (vedi foto evidenziata) e proiettano sul monolite di fronte la sagoma perfetta di una farfalla. Non si tratta di una casualità ma di una costruzione umana legata a questo particolare momento dell’anno.
Al tramonto i raggi del sole si infilano tra quattro blocchi di pietra sistemati in modo tale (un blocco alla base, due colonne e una traversa sopra di loro) da proiettare su un quinto monolite poco più avanti la sagoma di una farfalla.
Difficile conoscere l’esatto significato da attribuire a questo fenomeno: rito dipassaggio connesso al ciclo delle stagioni, trasmigrazione delle anime, rito di fertilità. Tante le possibili interpretazione ma unica sicuramente la sensazione di stupore nel potersi trovare ad assistere al fenomeno!
Da qui percorriamo ancora per qualche centinaia di metri il sentiero, sicuramente molto più battuto e frequentato di quello fatto fino ad ora, e raggiungiamo lo scheletro della chiesa medioevale di San Lorenzo, ulteriore testimonianza della sacralità del luogo.
Una costruzione pericolante e lasciata al suo destino, purtroppo, tutta circondata da una transenna plastificata di colore rosso acceso, da cantiere, un pugno in un occhio ovviamente, ma necessaria per salvaguardare i numerosi escursionisti che passano da queste parti. Di questo edificio religioso, citato per la prima volta nel 1297, restano l’abside, l’intero muro settentrionale, il campanile inglobato nel corpo dell’edificio e circa un terzo del muro meridionale. Verosimilmente questo edificio alto-medioevale era un centro di culto dipendente da qualche chiesa maggiore. La navata rivolta a Sud-Est pare sottendesse una declinazione corrispondente al sorgere del Sole al "solstizio d’inverno" (in antitesi al complesso megalitico).
Dal punto di vista archeo/astronomico la chiesa presenta un’altra peculiarità assai significativa; ovvero risulta essere esattamente orientata sull’asse equinoziale. Tutto studiato per facilitare le interconnessioni con astri e spirito.
Non è perciò un caso la nostra prossima tappa del percorso sia sempre rivolta alla tematica della spiritualità. A pochi km dalla Pieve di San Lorenzo ai Monti, con una piccola deviazione, ci aspetta la visita ad un luogo di culto davvero insolito per noi: un eremo buddista!Nonostante la localizzazione su Google lo collochi da tutt'altra parte, grazie ai consigli della nostra referente dell'Ente Parco di Montemarcello Magra/Vara Sabina, riusciamo ad arrivare a destino senza perderci in futili ricerche. Musang Am è un tempio della "Non Forma" della scuola di Dhyana.
Qui, in una casa circondata da un boschetto, l'associazione buddhista "Comunità Bodhidharma" avente come guida spirituale il maestro Taehye sunim, finlandese, ha trovato il luogo adatto per la meditazione, lo studio e la diffusione del Buddhadharma (insegnamenti del Buddha).
Taehye Sunim (abate del Tempio) e Taeri Sunim (vice abate) sono discepoli di Ilgak Sunim, l'ormai defunto maestro di meditazione del Monastero di Songgwangsa in Corea, Bhante Kusalananda (segretario) è discepolo di Taehye Sunim e ordinato nella tradizione Theravada birmana. Sono proprio l'abate e Bhante Kusalananda ad accoglierci al tempio.
Questo luogo di culto funziona grazie ad offerte libere, ci spiegano.
Tradizionalmente i praticanti laici danno ai monaci quattro tipi di offerte (dana): cibo, vestiti monastici, medicine e alloggio. Il cibo si può donare in diversi modi: portando alimenti vegetariani al Tempio, preparando i pasti al Tempio, invitando i monaci all'ora di pranzo a casa o in un ristorante.
Con la pratica quotidiana, invece, si impara a vivere consapevolmente ogni momento osservando la propria mente.
La motivazione di dare beneficio agli altri attraverso il proprio sviluppo spirituale è alla base della pratica ed è detta Bodhicitta (mente compassionevole del risveglio). I principi etici da osservare nel tempio sono: non violenza verso tutti gli esseri viventi, fidatezza, considerare tutti come fratelli e sorelle, sincerità, astenersi da sostanze inebrianti, sobrietà, vegetarianesimo.
Il programma giornaliero prevede: momenti di meditazione seduta e camminata, karma-yoga (lavori), pasti silenziosi, studi e brevi cerimonie.
Un Tempio nato proprio dove l'energia e la spiritualità hanno trovato casa.
Salutiamo i monaci dopo avergli donato alcune copie della nostra rivista e ritorniamo in breve sui nostri passi sino a Monti di San Lorenzo per poi deviare a sinistra seguendo sempre le indicazioni per Romito Magra, a completamento di un anello.
Giungiamo, attraversando il bosco, in località Guercio Colomba dove finisce il sentiero sterrato e si torna a percorrere asfalto.
Una deviazione segnalata sul tracciato .gpx ci porterà a percorrere una parallela della provinciale che però vediamo ben presto terminare davanti ad un cancello di fortuna.
Il cartello riportante l'avviso "presenza cani feroci" ci fa desistere da andare oltre. Fa molto strano trovare un sentiero così ben evidente sulla carta chiuso in questo modo; tant'è che tramite un ponticello trovato grazie alla curiosità della Vale, ritorniamo sulla provinciale per ripercorrere parte del sentiero fatto in precedenza con destinazione Trebiano Magra.

Route in numbers

h 2:45

Travel time

8,30 Km

Path Length

350 mt

Difference in altitude

Download the path in .gpx

Gallery Path

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